{"id":2052,"date":"2014-07-03T07:59:24","date_gmt":"2014-07-03T07:59:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.angsa.it\/?p=2052"},"modified":"2014-07-03T07:59:24","modified_gmt":"2014-07-03T07:59:24","slug":"intervista-al-dr-enrico-micheli-1-settembre-2005","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/angsaveneto.it\/?p=2052","title":{"rendered":"Intervista al Dr. Enrico Micheli &#8211; 1 settembre 2005"},"content":{"rendered":"<p>ENRICO MICHELI, psicologo, psicoterapeuta. Formatore e fra i primi divulgatori in Italia del T.EA.C.C.H. \u00c8 responsabile del Servizio per l&#8217;Et\u00e0 Evolutiva del distretto di Agordo, ULSS n\u00b0 1 Belluno.<\/p>\n<p>Quasi dieci anni fa, nel presentare il libro di Schopler &#8220;Autismo in famiglia&#8221; ed. Erickson 1998, Lei riusciva in poche righe a trasmettere un entusiasmo contagioso a genitori ed operatori; il\u00a0&#8220;si pu\u00f2&#8221;\u00a0che abbiamo letto sembrava potesse preludere ad una nuova era per l&#8217;autismo in Italia. Oggi, i percorsi che Lei propone per migliorare la qualit\u00e0 della vita delle persone colpite da autismo, a margine del Suo prezioso contributo nel libro\u00a0<a title=\"Scarica la presentazione\" href=\"http:\/\/www.angsaonlus.org\/autismo_che_fare.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Autismo: che fare?<\/a>\u00a0ed.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vanninieditrice.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Vannini<\/a>, 2005, sono preceduti da:\u00a0&#8220;si potrebbe&#8221;. Che cosa \u00e8 successo?<\/p>\n<blockquote><p>Sinceramente, credo che dai tempi di quel &#8220;si pu\u00f2&#8221; passi avanti, e importanti, se ne sono fatti, specialmente nelle condizioni di vita e nelle abilit\u00e0 e possibilit\u00e0 di far fronte al problema da parte delle famiglie, dei genitori e dei fratelli. oggi i genitori scoprono prima che il figlio ha le difficolt\u00e0 di sviluppo dello Spettro Autistico, prima sanno cosa si pu\u00f2 fare per aiutarlo e aiutarsi, prima scoprono la possibilit\u00e0 di non essere soli con il loro problema. E questo non \u00e8 poco. Inoltre, credo ancora che &#8220;si pu\u00f2&#8221; fare altri passi avanti, se il problema \u00e8 tecnico. Oggi abbiamo i mezzi per operare in modo sempre pi\u00f9 chiaro, efficace e consapevole. Il fatto che poi, comunque, non tutto si pu\u00f2 ottenere o raggiungere, non toglie nulla agli effetti del tentare in modo razionale e consapevole sulla salute e sul benessere mentale delle persone, siano esse i ragazzi, i genitori, gli operatori, le persone che vivono nella comunit\u00e0 con le persone autistiche. Qualcosa per\u00f2 forse \u00e8 successo, se consideriamo le difficolt\u00e0 del periodo che stiamo vivendo nell\u2019applicare quello che sappiamo in modo organizzato , continuo, coordinato. I vecchi miti sull\u2019autismo forse sono stati sconfitti, ma sempre nuovi ne nascono, che tolgono energia e coerenza agli interventi; la scoperta e la convinzione che il miglior trattamento \u00e8 l\u2019educazione, precoce, intensiva, strutturata, adattata alle caratteristiche dell\u2019autismo, che abbia tra i punti cardine il coinvolgimento e la formazione dei genitori, si disfa nel nostro paese nelle diatribe tra filoni di intervento diversissimi sul piano scientifico , oppure, ed \u00e8 peggio, che sono sostanzialmente la stessa cosa, ma resi diversi per motivi di marketing. L\u2019applicazione di una efficace educazione incontra il maggior ostacolo nel gigantesco paradosso di una scuola che accoglie i bambini per molte ore al giorno, offre loro numerose ore al giorno di personale educativo, eppure \u00e8 organizzata in modo da sprecare questa eccezionale opportunit\u00e0, non offrendo ai bambini quelle attivit\u00e0 educative di cui hanno bisogno.<\/p>\n<p>Solo se ci renderemo conto che oggi le nostre diatribe, di solito molto raffinate, sono inutili perch\u00e9 la maggioranza dei bambini non ha neanche un minimo decente di intervento costante e valido, e che quindi occorre costruire sempre pi\u00f9 iniziative concrete che mettano in pratica numerose ore al giorno di intervento sensato, quel &#8220;si pu\u00f2&#8221; diventer\u00e0 &#8220;abbiamo potuto, ci siamo riusciti&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Al convegno di Bologna del 18 novembre 2005 Autismo ed educazione: il ruolo della scuola promosso da Angsa e dalla Fondazione Augusta Pini e Ospizi Marini, \u00e8 previsto l&#8217;intervento di Schopler.\u00a0Che cosa si aspetta da un evento di questa portata e in che misura pu\u00f2 essere determinante per radicare la nuova cultura dell&#8217;autismo?<\/p>\n<blockquote><p>Di solito non mi aspetto molto dai convegni, se non la possibilit\u00e0 che qualcuno impari qualcosa di pi\u00f9 e sia invogliato a mettere in pratica quello che il convegno ha potuto trasmettere. Il bello di una persona come Schopler \u00e8 la sua assoluta semplicit\u00e0 e concretezza. Quasi 40 anni prima come fondatore, poi come direttore, poi come direttore onorario di un Servizio statale sull\u2019autismo, studiando, provando, creando , con la collaborazione dei suoi, filosofie, strategie, strumenti, tecniche; mai ha sostenuto di aver inventato &#8220;il metodo per la cura dell\u2019autismo&#8221;; sempre ha cambiato , innovato, imparato da altri, aperto spazi per la comunicazione scientifica pi\u00f9 allargata possibile. Un po\u2019 di rimpianto bisogner\u00e0 averlo, per questi &#8220;grandi vecchi&#8221;: Wing, Rutter, e tanti altri, solidamente scientifici e fortemente appassionati. Il tema del convegno a cui parteciper\u00e0 \u00e8 quello della scuola, ed \u00e8 proprio un aspetto della nostra realt\u00e0 italiana in cui molto abbiamo da imparare dal lavoro di Schopler, Mesibov e colleghi. In North Carolina, grazie al loro lavoro e all\u2019 entusiasmo delle famiglie si \u00e8 creata una rete di integrazione che noi non possiamo nemmeno immaginare; incontrare tranquillamente persone autistiche (certo le pi\u00f9 abili, ma da noi cos\u00ec non \u00e8) che parlano con l\u2019ospite straniero, guidano l\u2019auto, si riuniscono in pizzeria, fanno campeggi estivi, studiano e lavorano. La creazione , gi\u00e0 da molti anni, di una rete di classi strutturate nelle scuole di tutti, con larga possibilit\u00e0 per quello che chiamano &#8220;mainstreaming&#8221;, l\u2019immissione cio\u00e8 nei programmi normali ogni volta e per ogni parte del curriculum in cui il ragazzo autistico pu\u00f2 farlo \u00e8 una lezione di integrazione reale. Impareremo da lui che questo \u00e8 pi\u00f9 importante dei vari fiori all\u2019occhiello ideologici che abbelliscono l\u2019immagine di s\u00e9 di un troppo vasto strato di &#8220;intellettuali dell\u2019educazione&#8221;?<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ENRICO MICHELI, psicologo, psicoterapeuta. Formatore e fra i primi divulgatori in Italia del T.EA.C.C.H. \u00c8 responsabile del Servizio per l&#8217;Et\u00e0 Evolutiva del distretto di Agordo, ULSS n\u00b0 1 Belluno. Quasi dieci anni fa, nel presentare il libro di Schopler &#8220;Autismo in famiglia&#8221; ed. 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