{"id":2050,"date":"2014-07-03T07:58:43","date_gmt":"2014-07-03T07:58:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.angsa.it\/?p=2050"},"modified":"2014-07-03T07:58:43","modified_gmt":"2014-07-03T07:58:43","slug":"intervista-a-lidia-cattelan-1-agosto-2005","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/angsaveneto.it\/?p=2050","title":{"rendered":"Intervista a Lidia Cattelan &#8211; 1 agosto 2005"},"content":{"rendered":"<p>LIDIA CATTELAN, \u00e8 dirigente scolastico e coordinatrice del Centro Territoriale per l&#8217;Integrazione di Bassano e Asiago.<\/p>\n<p>Ci spiega cosa sono i Centri Territoriali per l&#8217;Integrazione istituiti in Veneto qualche anno fa?<\/p>\n<blockquote><p>Sono Centri predisposti dal Ministero dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca, dopo la soppressione dei Provveditorati agli studi di ciascuna Provincia e l\u2019istituzione dei C.S.A. (Centri Servizi Amministrativi), per\u00a0seguire\u00a0sul territorio gli alunni con handicap a partire dalla scuola materna e fino alla conclusione della scuola secondaria di secondo grado. Pertanto i problemi dell\u2019handicap invece di essere affrontati a livello provinciale, lo sono a livello territoriale. Nella Provincia di Vicenza sono stati istituiti cinque C.T.I. dislocati nelle seguenti aree geografiche:<\/p>\n<ul>\n<li>Vicenza citt\u00e0<\/li>\n<li>Riviera Berica<\/li>\n<li>Montecchio Maggiore &#8211; Arzignano<\/li>\n<li>Bassano &#8211; Asiago<\/li>\n<li>Schio &#8211; Thiene<\/li>\n<\/ul>\n<p>I C.T.I. svolgono tutte le attivit\u00e0 che erano delegate al Provveditorato dove un gruppo di esperti sulle tematiche dell\u2019handicap, condotto da un responsabile qualificato, decideva nei confronti di :<\/p>\n<ul>\n<li>aggiornamento<\/li>\n<li>sovvenzioni da dare alle scuole per l\u2019acquisto del materiale didattico<\/li>\n<li>rapporti con le ULSS &#8211; protocollo di Intesa<\/li>\n<li>rapporti con gli Enti istituzionali, quali la Provincia e i Comuni<\/li>\n<li>rapporti con altri referenti territoriali &#8211; Associazioni dei genitori, volontariato, \u2026<\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>In che modo i Centri Territoriali per l&#8217;Integrazione possono essere un&#8217;opportunit\u00e0 per i bambini e ragazzi disabili del Veneto?<\/p>\n<blockquote><p>Perch\u00e9 il C.T.I. \u00e8 molto pi\u00f9 vicino alle persone e ai loro bisogni. \u00c8 in grado, infatti, di intervenire\u00a0in loco\u00a0e\u00a0di verificare che cosa si sta facendo, e come, per gli alunni e le loro famiglie, dentro alle scuole e alle classi.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il Centro Territoriale per l&#8217;Integrazione di Bassano e Asiago che Lei coordina \u00e8 stato designato in ambito scolastico quale referente provinciale per le problematiche connesse con l&#8217;autismo e i disturbi pervasivi dello sviluppo. Quali sono le iniziative che sono state messe in atto per migliorare la presenza nella scuola di tutti, di questi alunni e studenti speciali?<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li>la SENSIBILIZZAZIONE a tappeto dei Dirigenti Scolastici<\/li>\n<li>l\u2019AGGIORNAMENTO di tutto il personale della scuola, di ogni ordine e grado, condotto da operatori di Enti qualificati (come &#8220;Autismo Triveneto&#8221;), dagli operatori del Servizio ULSS (Neuropsichiatria e Dipartimento Et\u00e0 Evolutiva e Riabilitazione Psicosociale di Bassano, ULSS n. 3), di docenti che operano tutti i giorni a contatto con gli studenti portatori di disturbi pervasivi dello sviluppo:<\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<blockquote>\n<blockquote>\n<ul>\n<li>docenti di sostegno non di ruolo<\/li>\n<li>docenti di sostegno di ruolo<\/li>\n<li>docenti di classe<\/li>\n<li>collaboratori scolastici<\/li>\n<li>personale amministrativo<\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<ul>\n<li>la DIFFUSIONE delle buone pratiche realizzate sia attraverso gli stessi docenti sia attraverso la testimonianza e l\u2019operato dei genitori<\/li>\n<li>l\u2019ACQUISTO DI ATTREZZATURE didattico-tecnologiche in grado di alleviare le difficolt\u00e0 degli alunni.<\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p><a name=\"progetti\"><\/a>Il suo percorso di approfondimento della sindrome e un&#8217;analisi delle priorit\u00e0 degli interventi l&#8217;hanno portata ad appoggiare attivamente il progetto regionale di Angsa Veneto\u00a0<a title=\"Apri la pagina relativa\" href=\"http:\/\/www.angsaonlus.org\/veneto\/saperi.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;Sportello Autismo &#8211; Condividiamo i saperi&#8221;<\/a>. Quali saranno le risorse che il Centro Territoriale per l&#8217;Integrazione di Bassano e Asiago metter\u00e0 a disposizione per il conseguimento degli obiettivi del progetto?<\/p>\n<blockquote>\n<ul>\n<li>finanziamento\u00a0ad hoc\u00a0che verr\u00e0 studiato e deciso con i genitori responsabili, in relazione alle necessit\u00e0<\/li>\n<li>dirigenti e docenti che aiuteranno ad attivare il servizio<\/li>\n<li>consulenza e informazione sulle attivit\u00e0 che si vogliono proporre<\/li>\n<li>diffusione di quanto verr\u00e0 realizzato<\/li>\n<\/ul>\n<p>Aprire uno sportello significa :<\/p>\n<ul>\n<li>avere condivisione dei saperi<\/li>\n<li>creare una rete regionale di insegnanti che hanno gi\u00e0 avuto esperienze positive sul piano didattico e pedagogico con alunni autistici e affetti da disturbi generalizzati dello sviluppo<\/li>\n<li>fare circolare le metodologie e confrontare le varie possibilit\u00e0 di approccio in modo tale che ogni scuola sia in grado di accogliere l\u2019alunno che proviene da scuole diverse.<\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Molte iniziative scolastiche a favore di bambini e ragazzi con autismo e disturbi pervasivi dello sviluppo sono state possibili grazie al suo appoggio e alla sua personale presa di posizione. Per quale ragione si sente cos\u00ec vicina a questa disabilit\u00e0?<\/p>\n<blockquote><p>\u00c8 un discorso molto lungo e che parte da lontano quando, ragazzina della scuola elementare, ho\u00a0focalizzato\u00a0per la prima volta una persona disabile. Si trattava di una persona adulta, un uomo, che faceva paura a noi bambini perch\u00e9 aveva comportamenti diversi da tutti e ci pareva non avessero senso. Accanto alla paura c\u2019era la curiosit\u00e0 di vedere da vicino e di sapere perch\u00e9 questi faceva gesti e aveva manifestazioni cos\u00ec eclatanti e distanti dal nostro modo di vedere la gente. Ho saputo poi che l\u2019uomo, assai giovane (vent\u2019anni) ma che a me pareva vecchio, era un &#8220;ritardato mentale&#8221; che non sapeva parlare. Capivo che cosa significasse ritardo, ma non sapevo che ce ne fosse uno chiamato\u00a0mentale\u00a0. Ho tormentato la mamma per giorni e giorni finch\u00e9 lei mi ha spiegato che era nato cos\u00ec, che non faceva del male, ma che noi bambini dovevamo starne alla larga, non dovevamo farlo arrabbiare perch\u00e9 altrimenti \u2026<\/p>\n<p>Che cosa avrebbe fatto con precisione, non lo so nemmeno ora, so solo che avevo una grande paura. La paura mi ha trattenuta dal fare altre domande, ma non mi ha impedito di osservarlo a distanza mentre lavorava sui campi o se ne stava intorno alla casa senza fare nulla o accucciato in un angolo a dondolarsi e sembrava guardasse il cielo, i prati, i campi, le persone da molto lontano. Anch\u2019io guardavo il cielo e mi inventavo racconti sulle nuvole e le loro forme, sul colore della sera o del temporale, sul rumore della pioggia e mi piaceva pensare che anche lui, pur non parlando avesse le stesse sensazioni. A volte gridava e sembrava rincorrerci, ma poi si fermava improvvisamente ed era come se noi non ci fossimo e se lui non ci vedesse. Il ricordo di questo uomo mi ha accompagnato per anni: mi domandavo che cosa provano queste persone e perch\u00e9 hanno questi problemi. Ho avuto modo di pensarlo a lungo perch\u00e9 sono stata molto ammalata. Ho passato ore ed ore a letto da sola a guardare il soffitto e a contare le travi, i nodi scuri del legno, i buchini operati dalle tarme ed allora lo vedevo con gli occhi della mente e provavo per lui pena e tormento perch\u00e9 capivo che lo facevano lavorare gridandogli ordini, minacciandolo con gli arnesi del lavoro, imponendogli le cose. Avrei voluto avvicinarmi, ma avevo paura e stavo lontana da lui. Non ricordo quando e perch\u00e9, ma non lo vidi pi\u00f9 e mi dissero che era morto. Pensavo fosse ammalato (per questo era morto), ma non come lo ero io, sapevo che era qualcosa di pi\u00f9 serio e di pi\u00f9 grave. Intanto sono cresciuta, se non in statura in et\u00e0, ed ho incontrato il disagio entrando nella scuola dell\u2019obbligo come insegnante di ruolo in una classe prima elementare\u00a0&#8220;normale&#8221;.\u00a0Accanto alla scuola c\u2019era un Istituto per bambini disabili gravissimi e quando li ho incontrati, era il 1974, ho rivisto quell\u2019uomo e me bambina.<\/p>\n<p>\u00c8 scattato un qualcosa che mi ha messa\u00a0sulle tracce\u00a0della sofferenza che avevo intuito nella mia infanzia ed io non sono pi\u00f9 stata quella di prima. Ho cominciato una nuova vita ed un nuovo modo di fare scuola perch\u00e9 sono convinta che solo la scuola ha la forza di farsi carico di problemi cos\u00ec gravi e di alleviare la sofferenza di questi alunni e delle loro famiglie perch\u00e9 nella scuola ci sono gli altri bambini e sono loro che imparano, sono loro che ne traggono beneficio, sono loro che si integrano e che imparano a farlo sia a livello personale sia a livello sociale. Da allora sono passati molti anni ed ho avuto esperienze straordinarie che mi hanno fatto capire che\u00a0dietro\u00a0a ci\u00f2 che viene definito handicap si nasconde un universo di pensieri e di umanit\u00e0 che noi conosciamo pochissimo, ma che vale la pena di indagare e di approfondire. E mentre lo facciamo risistemiamo la scala dei valori e delle priorit\u00e0. Prioritario \u00e8 pensare con il cuore e il cuore ci dice che, se siamo onesti e lavoriamo con passione, riceviamo molto di pi\u00f9 di quello che diamo.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LIDIA CATTELAN, \u00e8 dirigente scolastico e coordinatrice del Centro Territoriale per l&#8217;Integrazione di Bassano e Asiago. Ci spiega cosa sono i Centri Territoriali per l&#8217;Integrazione istituiti in Veneto qualche anno fa? 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