{"id":2048,"date":"2014-07-03T07:57:55","date_gmt":"2014-07-03T07:57:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.angsa.it\/?p=2048"},"modified":"2014-07-03T07:57:55","modified_gmt":"2014-07-03T07:57:55","slug":"intervista-a-igor-cenciarelli-8-luglio-2005","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/angsaveneto.it\/?p=2048","title":{"rendered":"Intervista a Igor Cenciarelli &#8211; 8 luglio 2005"},"content":{"rendered":"<p>IGOR CENCIARELLI \u00e8 psicologo e attualmente svolge diverse attivit\u00e0: assistente educativo culturale nelle scuole, consulenza\u00a0online\u00a0sui disturbi dello spettro autistico, interventi individualizzati in famiglie con bambini con disagio, formazione sull\u2019autismo per insegnanti e per assistenti domiciliari.<\/p>\n<p>\u00c8 tra i soci fondatori dell&#8217;associazione Gli Argonauti di Roma di cui cura il sito web e, al suo interno, la Biblioteca Multimediale Autismo (BMA).<\/p>\n<p>&#8220;Gli Argonauti&#8221; \u00e8 una denominazione insolita per una associazione impegnata nel sociale. Quali sono le motivazioni che hanno portato a questa scelta e perch\u00e9 sono ancora attuali a 8 anni dalla fondazione?<\/p>\n<blockquote><p>L\u2019aspetto che pi\u00f9 ci ha affascinato nel mito degli Argonauti \u00e8 il tema del viaggio. Un viaggio avventuroso alla ricerca del Vello d\u2019Oro, simbolo solare. Secondo alcune versioni del mito, Argo sarebbe stata addirittura la prima nave a solcare il mare o la prima a spingersi tanto a oriente, verso terre sconosciute. Atena stessa, dea dell\u2019ingegno, avrebbe intagliato da una quercia sacra la prua dell\u2019imbarcazione.<\/p>\n<p>L\u2019altro aspetto affascinante del mito \u00e8 l\u2019eterogeneit\u00e0 del gruppo di eroi che partecip\u00f2 all\u2019impresa. Ognuno di loro possedeva una caratteristica unica che si sarebbe poi rivelata di importanza cruciale per superare una particolare difficolt\u00e0 tra le mille incontrate nel viaggio. Gli eroi, prima di ogni impresa, si riunivano sulla nave e prendevano le decisioni insieme, rispettando il volere del gruppo.<\/p>\n<p>Quando ci costituimmo come associazione nel 1997, era gi\u00e0 pi\u00f9 di un anno che svolgevamo attivit\u00e0 come gruppo di volontari presso l\u2019ANGSA di Roma. Quasi tutti eravamo studenti di psicologia e di autismo poco avevamo sentito parlare. Capit\u00f2 quindi che conoscemmo prima le persone autistiche e le loro famiglie che la sindrome, cos\u00ec come \u00e8 descritta sui testi. Imparammo direttamente dai genitori quali sono i problemi che quotidianamente ci si trova ad affrontare, i dubbi e le speranze sulle terapie, l\u2019infondatezza di alcuni modelli della psicologia pi\u00f9 tradizionale. Insomma il nostro approccio andava via via prendendo forma pi\u00f9 secondo la prospettiva delle famiglie che secondo quella degli operatori. Sentivamo di avere molto da imparare. E imparavamo facendo, stando l\u00ec, con i ragazzi. E queste persone cos\u00ec diverse ci piacevano davvero.<\/p>\n<p>In questo clima nacque il nostro primo progetto, il &#8220;progetto integrazione&#8221; (per chi vuole conoscerlo meglio:<a href=\"http:\/\/www.gli-argonauti.org\/bma\/doc\/ser\/int.htm\"><br \/>\n<\/a><a href=\"http:\/\/www.gli-argonauti.org\/bma\/doc\/ser\/int.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.gli-argonauti.org\/bma\/doc\/ser\/int.htm<\/a>).<\/p>\n<p>Da questa prima attivit\u00e0 si inizi\u00f2 a definire l\u2019orientamento che avrebbe poi caratterizzato l\u2019associazione e che era essenzialmente operativo, basato sulla ricerca-intervento (definizione dei bisogni, definizione di una gerarchia di obiettivi e passi strategici per raggiungerli, monitoraggio dell\u2019intervento, eventuali aggiustamenti rispetto alle tecniche o agli obiettivi). Le attivit\u00e0 si sono tutte concentrate nell\u2019ambito dell\u2019autismo, nella convinzione che \u00e8 meglio proporre un numero limitato di servizi ma di buona qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Da allora infatti ci siamo dedicati con buoni risultati ad interventi individualizzati progettati insieme a singole famiglie, alla formazione degli operatori che lavorano con persone autistiche e alla diffusione dell\u2019informazione con il progetto informAutismo, che dal solo sito web si \u00e8 poi evoluto comprendendo anche incontri informativi nelle scuole e consulenze online su disturbi generalizzati dello sviluppo.<\/p><\/blockquote>\n<p>La prima e-mail che ho inviato per capire cosa significava la diagnosi di mia figlia, l&#8217;ho mandata al tuo indirizzo e la risposta che hai dato a questo sconosciuto, ha riparato al mio iniziale disorientamento. Che cosa significa per te mettere a disposizione di tutti e in modo gratuito le tue competenze di professionista?<\/p>\n<blockquote><p>Credo che ci siano ancora cose che non hanno prezzo. Come si fa ad inserire la relazione d\u2019aiuto in una logica di mercato? O anche il solo scambio di informazioni. Non dovrebbe essere l\u2019utente a pagare per certi servizi. Questo \u00e8 il principio che sta alla base della BMA cos\u00ec come di tutti gli altri importanti siti italiani sull\u2019autismo (che restano tutti servizi gratuiti).<\/p>\n<p>Tuttavia \u00e8 una posizione sempre pi\u00f9 difficile da portare avanti, soprattutto come psicologo, dato che oggi, molto spesso, il termine \u00e8 sinonimo pi\u00f9 che altro di libera professione. E in diverse occasioni tale prospettiva \u00e8 condivisa, e addirittura rinforzata, da una parte dell\u2019utenza stessa. Ma come si fa a sostenere che non dovrebbero essere gli utenti a pagare per una relazione d\u2019aiuto, quando molti di loro preferiscono affidarsi allo psicologo che costa di pi\u00f9 perch\u00e9 \u00e8 &#8220;pi\u00f9 bravo&#8221;? Non \u00e8 vero che la qualit\u00e0 di un intervento \u00e8 direttamente proporzionale al suo costo.<\/p>\n<p>Nella realt\u00e0 per\u00f2 siamo costretti comunque ad accettare dei compromessi tra il principio ideale e le esigenze pratiche: le strutture pubbliche (mi riferisco in particolare alla realt\u00e0 di Roma, che conosco bene) spesso non hanno possibilit\u00e0 (economiche, di solito) di assumere personale adeguato, con il risultato di fornire servizi limitati qualche volta sia nella qualit\u00e0 che nella quantit\u00e0, motivi principali per cui l\u2019utenza spesso sceglie di rivolgersi ai privati; dal canto loro, i professionisti interessati ad operare nel campo della disabilit\u00e0 (come individui o come associazioni), si trovano spesso costretti a fornire a pagamento i propri servizi, in quanto unico modo per garantirsi una fonte di reddito, con il rischio (alto) che quest\u2019ultimo aspetto diventi prioritario rispetto alla qualit\u00e0 o all\u2019adeguatezza dell\u2019intervento stesso. Le distorsioni possibili sono tante: trattamenti forniti a persone che trarrebbero maggior giovamento da altri approcci; interventi portati avanti oltre il tempo necessario; ore dedicate a ciascun utente insufficienti, cos\u00ec da poter seguire un numero maggiore di persone (paganti); tariffe molto elevate, con la conseguenza di fornire trattamenti solo a chi pu\u00f2 permetterselo.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il &#8220;giusto mezzo&#8221;? Una posizione equilibrata \u00e8 molto difficile da mantenere. La scelta mia e dell\u2019associazione di cui faccio parte \u00e8 quella di fornire i nostri servizi gratuitamente quando otteniamo un finanziamento pubblico per un nostro progetto e di erogarli ai prezzi pi\u00f9 bassi possibile quando il finanziamento non \u00e8 disponibile. In questi casi la nostra scelta \u00e8 di mantenere alto lo standard di qualit\u00e0 rivolgendoci purtroppo (ma non potrebbe essere diversamente) ad un\u2019utenza pi\u00f9 ristretta.<\/p>\n<p>Crediamo sia una valida alternativa ad un\u2019impostazione di tipo imprenditoriale che non ci sembra applicabile al campo del sociale in modo vantaggioso (per gli utenti).<\/p><\/blockquote>\n<p>Nel sito dell&#8217;associazione &#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.gli-argonauti.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.gli-argonauti.org<\/a>\u00a0&#8211; si legge del progetto InformAutismo che prevede l&#8217;apertura di sportelli informativi sull&#8217;autismo dapprima a Roma e poi in tutta la provincia romana. Quali sono i risultati pi\u00f9 importanti che sono stati raggiunti finora con questa iniziativa?<\/p>\n<blockquote><p>Uno dei risultati pi\u00f9 consistenti di questo anno di attivit\u00e0 \u00e8 stato quello di aver ricevuto la disponibilit\u00e0, accordataci da diversi Istituti scolastici, per l\u2019attivazione di ulteriori sportelli territoriali dislocati nella Provincia di Roma. Nonostante il progetto si sia concluso a luglio 2004, tutti gli sportelli attivati hanno continuato la loro attivit\u00e0 per circa un anno. Ci\u00f2 \u00e8 stato possibile grazie alla collaborazione volontaria di alcuni docenti particolarmente sensibili nei confronti dell\u2019Autismo, nonch\u00e9 alla disponibilit\u00e0 e fiducia accordataci dai Direttori d\u2019Istituto che hanno avallato la nostra proposta di attivazione di Sportelli Territoriali.<\/p>\n<p>Gli Sportelli Territoriali sull\u2019Autismo sono rivolti a familiari di persone con disturbi dello spettro autistico, operatori sociali, insegnanti o altre persone coinvolte nelle problematiche connesse a questi disturbi. Ai tre sportelli inizialmente attivati si sono quindi aggiunti, in momenti diversi, altri sette Sportelli Territoriali sull\u2019Autismo.<\/p>\n<p>Le richieste ricevute presso gli Sportelli Territoriali sull\u2019Autismo, attivati presso gli Istituti Scolastici, sono state focalizzate in particolare su due tematiche: (a) la didattica speciale e (b) la gestione di comportamenti problematici. In entrambi i casi, le domande iniziali tendevano ad essere sottese da &#8220;aspettative trasformative di tipo meccanico&#8221;. In altri termini, venivano poste delle problematiche rispetto alle quali gli utenti sembravano attendersi una soluzione &#8220;dall\u2019esterno&#8221;, ossia una azione da parte nostra che comportasse una modificazione della situazione problematica.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo degli sportelli informativi non \u00e8 per\u00f2 quello di fornire specialisti in grado di &#8220;risolvere il problema&#8221;, bens\u00ec quello di migliorare le competenze di chi opera nella situazione problematica cos\u00ec da utilizzare in modo pi\u00f9 vantaggioso le risorse gi\u00e0 presenti sul campo. In tutte queste situazioni si \u00e8 provveduto quindi ad una riformulazione circa la nostra funzione all\u2019interno della situazione fonte di disagio, orientando la consulenza verso una &#8220;facilitazione dei processi trasformativi in corso&#8221;. I nostri operatori hanno cio\u00e8 svolto una funzione di supervisione degli interventi in corso e nel sostegno in fase di\u00a0problem solving, entrambi finalizzati ad una pi\u00f9 efficace ed efficiente mobilitazione delle risorse disponibili.<\/p><\/blockquote>\n<p>Come associazione che opera nell&#8217;ambito dei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo, avete ricercato spazi di confronto con le associazioni di genitori di soggetti autistici del territorio?<\/p>\n<blockquote><p>Come accennavo all\u2019inizio, l\u2019associazione \u00e8 nata proprio da attivit\u00e0 volontarie svolte con le famiglie di persone autistiche dell\u2019ANGSA. La prospettiva della famiglia \u00e8 stata dunque la prima attraverso la quale siamo entrati in contatto con la multiforme realt\u00e0 dell\u2019autismo.<\/p>\n<p>Oggi ai nostri interventi individualizzati sono progettati insieme ai genitori, con i quali cerchiamo di individuare i bisogni principali e gli obiettivi su cui lavorare. In questo modo con la famiglia definiamo una &#8220;consegna&#8221; sulla quale si struttura poi l\u2019intervento. Naturalmente la consegna non \u00e8 data una volta per tutte: pu\u00f2 essere ridefinita, qualora sia avvertita tale necessit\u00e0 da uno qualsiasi dei soggetti dell\u2019intervento.<\/p><\/blockquote>\n<p>In questi anni hai conosciuto molti genitori che convivono con l&#8217;autismo dei figli. Quali sono gli aspetti che non smettono di stupirti dialogando con loro?<\/p>\n<blockquote><p>Quando comincio a lavorare con qualcuno affetto da autismo, normalmente ne sono attratto. Voglio conoscerlo, capire chi \u00e8, quali attivit\u00e0 possiamo svolgere insieme, come affrontare le difficolt\u00e0 che incontriamo. Insomma, mi piace passare del tempo insieme.<\/p>\n<p>Se l\u2019intervento va avanti per un certo periodo, inizio a conoscere meglio tutta la famiglia, la loro storia, sia come gruppo che come individui. Va a finire che dopo un po\u2019 mi rendo conto di voler bene non solo alla persona ma a tutta la famiglia.<\/p>\n<p>Quello che pi\u00f9 mi colpisce nei genitori \u00e8 che, anche se sugli aspetti pi\u00f9 generali le storie sembrano avere alcuni punti in comune (nascita del figlio, primi dubbi, accertamenti vari, prima diagnosi, fase iniziale di disorientamento e sconforto, attivazione e ricerca di interventi adatti, continuo confronto con limiti e problematiche delle strutture e delle istituzioni), conoscendoli meglio, risultano invece persone diversissime le une dalle altre, che non possono essere accomunate dal solo fatto di avere un figlio con disturbo dello spettro autistico. Non saprei trovare una caratteristica che li contraddistingue in modo particolare. Ognuno mi ha dato emozioni diverse.<\/p>\n<p>Curiosamente per\u00f2, molte delle persone pi\u00f9 significative nella mia vita (professionale e non) sono genitori di figli con disturbi generalizzati dello sviluppo. Ho sentito spesso di avere molto da imparare da loro, e non solo rispetto a notizie sull\u2019autismo (frequentemente i genitori hanno pi\u00f9 informazioni specifiche degli operatori).<\/p>\n<p>Sono persone in grado di tirare fuori un\u2019energia e una quantit\u00e0 di risorse impensabili, anche se incanalate in direzioni molto diverse a seconda della storia personale e familiare. Molti di loro riescono a gestire per anni situazioni che a prima vista sembrano insostenibili senza crollare.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IGOR CENCIARELLI \u00e8 psicologo e attualmente svolge diverse attivit\u00e0: assistente educativo culturale nelle scuole, consulenza\u00a0online\u00a0sui disturbi dello spettro autistico, interventi individualizzati in famiglie con bambini con disagio, formazione sull\u2019autismo per insegnanti e per assistenti domiciliari. \u00c8 tra i soci fondatori dell&#8217;associazione Gli Argonauti di Roma di cui cura il sito web e, al suo interno, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[6,14],"tags":[],"class_list":["post-2048","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste","category-senza-categoria"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/angsaveneto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2048","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/angsaveneto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/angsaveneto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/angsaveneto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/angsaveneto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2048"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/angsaveneto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2048\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/angsaveneto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2048"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/angsaveneto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2048"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/angsaveneto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2048"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}