{"id":2042,"date":"2014-07-03T07:55:33","date_gmt":"2014-07-03T07:55:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.angsa.it\/?p=2042"},"modified":"2014-07-03T07:55:33","modified_gmt":"2014-07-03T07:55:33","slug":"intervista-al-dr-stefano-palazzi-8-aprile-2005","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/angsaveneto.it\/?p=2042","title":{"rendered":"Intervista al Dr. Stefano Palazzi &#8211; 8 aprile 2005"},"content":{"rendered":"<p><b>STEFANO PALAZZI<\/b>\u00a0\u00e8 neuropsichiatra dipendente del servizio sanitario nazionale inglese e lavora presso il Centro Michael Rutter e il Guy\u2019s Hospital di Londra (<a href=\"http:\/\/www.guysandstthomas.nhs.uk\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.guysandstthomas.nhs.uk<\/a>). Si occupa di disturbi dello spettro autistico dal punto di vista epidemiologico, psicoeducativo e biomedico da oltre dieci anni. \u00c8 contattabile all\u2019indirizzo:\u00a0<a href=\"mailto:postaperta@virgilio.it\">postaperta@virgilio.it<\/a><\/p>\n<p><b>Nel triennio 1996-1999 Lei ha diretto l&#8217;Osservatorio Autismo della Regione Lombardia. Come \u00e8 nata una struttura di questo genere e quali obiettivi si proponeva di raggiungere?<\/b><\/p>\n<blockquote><p>L\u2019osservatorio nasceva grazie al riconoscimento amministrativo dell\u2019importanza di affrontare a livello di sanit\u00e0 pubblica un tema di salute neuropsichica a cavallo tra et\u00e0 infantile e adulta. Ci\u00f2 coincideva con gli interessi professionali che avevo sviluppato negli anni \u201980 in Italia e negli Stati Uniti. Da un lato si mirava ad una ricognizione epidemiologica della diffusione del problema. Dall\u2019altro lato ci si proponeva di costituire un centro di informazione e gestione delle richieste riguardanti un\u2019utenza considerata particolarmente difficile perch\u00e9 delusa e, in un certo qual modo, &#8220;scomoda&#8221;. Un\u2019investitura\u00a0<i>ad personam<\/i>\u00a0sembrava poter garantire l\u2019autonomia necessaria alla realizzazione di un progetto che era allora visto come controcorrente rispetto agli atteggiamenti diagnostici e terapeutici del tempo. Gli obiettivi dell\u2019osservatorio erano rigorosamente prestabiliti in termini conoscitivi. Ogni anno vi era una relazione tecnico-scientifica da sottoporre ad un comitato di controllo regionale. Nel giro di un biennio si riusc\u00ec, ad esempio, a far partecipare la maggioranza dei servizi coinvolti nell\u2019assistenza e diagnosi di soggetti con autismo ad un convegno presso l\u2019Universit\u00e0 di Pavia con propri risultati originali raccolti in modo relativamente uniforme. La storia e i risultati del lavoro dell&#8217;osservatorio regionale sull&#8217;autismo sono\u00a0stati messi in rete sul\u00a0sito appositamente creato. Erano reperibili tutti i bollettini e le relazioni annuali, nonch\u00e9 il rapporto conclusivo e lo studio effettuato in collaborazione con il progetto europeo Horizon.<\/p><\/blockquote>\n<p><b>Quali sono stati gli elementi che Le hanno permesso di iniziare il suo lavoro e di portarlo avanti compiutamente? Quali invece sono state le difficolt\u00e0 maggiori che ha dovuto affrontare?<\/b><\/p>\n<blockquote><p>Per realizzare il progetto di osservatorio regionale sull\u2019autismo fu necessario dimostrare che vi credevo pienamente. Ad esempio lasciai l\u2019ospedale privato presso cui lavoravo (<a href=\"http:\/\/www.fondazionesanraffaele.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.fondazionesanraffaele.it<\/a>) per concorrere ad un posto nel sistema pubblico. Grazie alla relativa autonomia dell\u2019iniziativa fu possibile continuare il lavoro dell\u2019osservatorio nonostante l\u2019avvicendamento politico intervenuto nel frattempo. Tutti gli obiettivi previsti dalla deliberazione regionale istitutiva dell\u2019osservatorio autismo erano raggiunti in tempo e pienamente. Tuttavia, pur riconoscendo il merito del lavoro eseguito e raccomandando al Consiglio Regionale l\u2019estensione dell\u2019iniziativa, il comitato di controllo costituito pariteticamente da operatori universitari e ospedalieri e rappresentanti di associazioni di genitori non volle coinvolgersi nelle vicende interne dell\u2019ente sanitario locale cui era affidata la gestione finanziaria dell\u2019osservatorio. Questi infatti era stato nel frattempo assorbito da un\u2019azienda sanitaria limitrofa (<a href=\"http:\/\/www.ospedale.lecco.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.ospedale.lecco.it<\/a>). Un personaggio del luogo, cercando di assumere il controllo dell\u2019osservatorio, ne rallentava la pubblicazione dei risultati. Decisi allora che un periodo &#8220;sabbatico&#8221; all\u2019estero sarebbe stato utile a verificare se il mio contributo fosse ormai ridondante.<\/p><\/blockquote>\n<p><b>In questo progetto c&#8217;\u00e8 stato il coinvolgimento delle associazioni dei genitori? Che cosa le hanno lasciato come uomo e come professionista le esperienze di vita delle famiglie?<\/b><\/p>\n<blockquote><p>Sicuramente l\u2019osservatorio non sarebbe iniziato senza l\u2019attivit\u00e0 di\u00a0<i>lobby\u00a0<\/i>di alcuni genitori milanesi appartenenti all\u2019ANGSA che ebbero fiducia nelle mie capacit\u00e0 professionali. A livello personale ogni genitore che ho incontrato ha sempre dimostrato simpatia, supporto e affetto verso l\u2019osservatorio e il gruppo che vi operava. Tuttavia, in una regione di nove milioni di abitanti i rappresentanti delle associazioni rappresentano inevitabilmente una componente selezionata delle persone interessate dal problema dell\u2019autismo. Sono genitori eccezionali che trovano il tempo e le energie per organizzarsi dopo aver sbrigato le loro attivit\u00e0 quotidiane. Lo fanno per i loro stessi figli, ma \u00e8 anche ammirevole come poi s\u2019impegnino ad aiutare e solidarizzare con le altre famiglie, cercando di superare i disaccordi e tentando di far conciliare interessi diversi. L\u2019esperienza di quel periodo resta indubbiamente positiva nel mio curriculum professionale e umano, ed \u00e8 stata utile nell\u2019inserimento in un&#8217;altra realt\u00e0 europea (<a href=\"http:\/\/www.slam.nhs.uk\/\">www.slam.nhs.uk<\/a>). Un vero tirocinio &#8220;politico-manageriale&#8221; applicato ad una problematica complessa e in evoluzione.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>STEFANO PALAZZI\u00a0\u00e8 neuropsichiatra dipendente del servizio sanitario nazionale inglese e lavora presso il Centro Michael Rutter e il Guy\u2019s Hospital di Londra (www.guysandstthomas.nhs.uk). 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